L'ambiente

                               L’AMBIENTE FERITO

Nel 1919, nei territori attraversati dal fiume Olona, si diffuse un’infezione che provocò la morte di 4 persone e di 7 capi di bestiame.
L’epidemia era causata dal carbonchio, del quale non si conosceva ancora l’antidoto; le cause di questa andavano attribuite alle acque dell’Olona che convogliavano i residui delle lavorazioni nelle concerie. Le prime morti si verificarono nel 1910, mentre nel 1919 morirono altre 4 persone tra cui un operaio di una di queste fabbriche.
L’ingegner Flumiani accertò che l’infezione era stata causata dalla lavorazione di pelli giunte dalla Cina, le quali erano in grado di resistere ai comuni trattamenti sterilizzatori. Il 15 Ottobre 1919 Flumiani constatò che il bacillo poteva mantenere il proprio potere infettivo e  nell’acqua e nel terreno trovare condizioni favorevoli al mantenimento.
All’inizio del secolo, la forza motrice delle acque fu sostituita dall’energia elettrica; questo portò a far diventare il fiume come il recapito e il mezzo di trasporto dei reflui industriali. Dove prima c’erano i mulini, arrivano tintorie, filature di cotone e seta, stamperie di tessuti e altre industrie.
Nella prima metà del 1800, i molinari protestarono contro le autorità perché le acque si presentavano sporche e insalubri. I problemi sorsero anche da imprese confinanti che denunciarono i vicini che inquinavano, con scarichi industriali, la loro produzione.
Il Consorzio del fiume cercò di riparare, ma, a causa della mancanza di leggi specifiche, i primi inquinatori se la cavarono con miti condanne.
Nel 1921 varie aziende furono denunciate per scarichi inquinanti e violazione di leggi sanitarie.
Per il fiume il periodo di massima decadenza fu quello del “boom economico”, quando i terreni furono bruciati dalle sostanze chimiche o impoveriti: ci furono gravi danni alle colture e agli allevamenti. Dopo i processi di ristrutturazione del tessuto protettivo, l’Olona sembrava uscito dal periodo più drammatico.
Agli atti di un convegno sul fiume Olona furono presentate varie relazioni, le quali attestarono che numerose industrie ubicate nei pressi del corso d’acqua presentavano impianti per l’allontanamento dei reflui. Grazie alla costruzione di impianti di depurazione delle acque, gestiti da una società a capitale misto (pubblico-privato), sono stati ottenuti dei grossi miglioramenti.