Olona: fiume e civiltà


La valle del fiume Olona è stata una delle incubatrici del processo di industrializzazione del nostro Paese, fin dai primi anni dell’Ottocento, poiché sul territorio erano presenti due importanti fattori: la forza motrice dell’acqua e l’industriosità della gente. Da questo punto di vista  l’Olona  è stato definito “Olona fiume civiltà”. Le sue acque sono state per decenni il motore che ha fatto funzionare centinaia di manifatture, cotonifici, concerie, setifici, tessiture e tintorie.

Una valle ricca di storia , che è possibile ripercorrere a ritroso, partendo dalle testimonianze della rivoluzione industriale, indietro fino all’epoca dei mulini da grano e, ancora, fino alle vicende del Contado longobardo del Seprio. Un itinerario scandito da scoperte sorprendenti : vecchi stabilimenti  dimessi o tuttora funzionanti, mulini, ponti, castelli, località d’atre quali Castiglione Olona e Castelseprio.

Da molto tempo ormai la presenza del fiume non ha alcun rilievo ai fini del fabbisogno energetico. Eppure, l’industria nella valle Olona non solo si è conservata, al di là del naturale processo di sostituzione tra singole imprese, ma si è espansa oltre gli argini, intersecandosi con la campagna e dirigendosi, dove è stato possibile, nelle aree urbanisticamente destinate alle attività produttive. Ha diversificato le produzioni dando vita al fenomeno della piccola e media impresa diffusa. Oggi, nei sedici comuni affacciati sulla valle dell’Olona si contano, tra attività industriali e artigianali circa 2.600 unità locali, che danno lavoro a quasi 20.000 addetti.

Da grande opportunità di sviluppo, il fiume ha costituito negli ultimi decenni un grande problema a motivo delle esondazioni che si sono ripetute con frequenza ravvicinata e che hanno prodotto devastazione non solo nelle fabbriche ma anche nelle abitazioni, alle strade , ai ponti e dell’inquinamento dovuto alla forte presenza industriale e artigianale.