Il Fiume

Parametri organolettici, fisici chimici e loro significato nella misura del grado di inquinamento.

Trasparenza

Questo dato è significativo per la valutazione dei cambiamenti subiti dall’acqua del fiume in ordine alla presenza o meno di sostanze solide sospese. È ovvio che più solidi sospesi sono presenti in acqua, minore è la sua trasparenza alla luce.

Colore

Il colore (incolore, grigio, giallastro) è un parametro fisico che denuncia macroscopiche variazioni nella composizione dell’acqua.

Un’acqua grigia rivela grandi quantità di solidi sospesi che fanno variare il colore a giallastro quando diventa fanghiglia.

Odore

Si assumono tre definizioni: inodore, solfidrico, terroso. L’acqua assume odore terroso in presenza di grosse quantità di sedimenti, mentre il riscontrare odore solfidrico è chiaro indizio di azioni putrefattive in atto.

pH

Il pH, detto anche “esponente d’idrogeno”, rappresenta la concentrazione degli ioni idrogeno presenti e può essere preso come misura del grado di acidità o alcalinità di una soluzione. Il valore di questo parametro è estremamente importante per le acque naturali. I pesci, infatti, sopravvivono soltanto tra pH 5 e 9 con un optimum tra 6,7 e 8,6.

Il valore del pH, inoltre, ha grande influenza sull’efficacia dei metodi di depurazione biologici e chimico-fisici dei liquami e ci da un’idea immediata sulla corrosività dell’acqua nei confronti delle strutture metalliche. Il pH di un’acqua può variare sia per cause naturali che per immissione di scarichi acidi o alcalini.

La fotosintesi clorofilliana tende ad innalzare il pH, mediante l’eliminazione di anidride carbonica, mentre gli organismi animali, emettendola, lo fanno abbassare.

Durezza   

La durezza rivela la concentrazione totale di sali di calcio e magnesio presenti. E’ una caratteristica indesiderabile perché fonte di numerosi inconvenienti. Le acque dure sono poco adatte all’alimentazione e alla cattura di cibi, determinano incrostazioni nelle condutture e nelle caldaie, causano problemi in molti processi industriali. Si esprime quantitativamente in mg di CaCO3, carbonato di calcio, per litro di acqua o in gradi francesi (oF) (1oF corrisponde a 10mg/l di CaCO3). Sotto il limite inferiore si hanno corrosioni nella rete idrica (10oF); oltre il limite superiore (50oF) le incrostazioni diventano abnormi per le acque potabili.

Nitriti e nitrati

Nitriti e nitrati si formano in seguito alla decomposizione di sostanze organiche. La presenza di un’elevata concentrazione di nitriti nelle acque è indice di un processo di decomposizione ancora in atto, mentre la presenza di nitrati è legata ad un processo concluso. Il valore base per le acque potabili è di 5 mg/l. Secondo i parametri stabiliti dalla Legge Merli il valore di nitrati disciolti in acqua deve essere < 20 mg/l. La presenza di nitriti nell’acqua oltre gli 0,1 mg/l è indice di inquinamento (secondo il Decreto Legislativo 25 gennaio 1992, N° 130, “sulla qualità delle acque… per essere idonee alla vita dei pesci”).

Ossigeno disciolto

La misura della concentrazione di ossigeno disciolto nell’acqua è uno dei parametri più importanti per valutare il grado di inquinamento. Un’acqua che ha ridotto tutto il suo ossigeno è un liquame che contiene sostanze organiche putrescibili e quindi è inquinata. Il valore minimo ammissibile per la vivibilità del mondo acquifero è di 5 mg/l.

Fosfati

I fosfati sono contenuti in notevole quantità nei detersivi e nei concimi naturali ed artificiali. Un’acqua potabile dovrebbe esserne priva, ma trovarli anche in grandi quantità nel fiume non è un buon segno. Variazioni notevoli di questo inquinante sono segno di deiezioni sporadiche e limitate nel tempo. Secondo il secondo il Decreto Legislativo 25 gennaio 1992, N° 130, il valore da rispettare deve essere minore di 0.14 mg/l. Secondo, invece, la tabella A della legge Merli i parametri devono essere minori di 10 mg/l.

Sostanze organiche

La contaminazione di un’acqua da parte di una sostanza di natura organica, liquami di fogna, sostanze putrescibili, ecc., può essere quantificato secondo Kubel. Una soluzione di permanganato di potassio viene ridotta in ambiente acido (per acido fosforico) dopo ebollizione con acqua del fiume.

  • Preparare tre becher da 250 ml, in uno 100 ml di acqua distillata, in uno 100 ml di acqua campione, in uno 100 ml di acqua addizionata di glucosio, albumina ecc.;

  • In ognuno aggiungere 1 ml di acido solforico al 10%;

  • Aggiungere goccia a goccia una soluzione di permanganato di potassio 0,01N;

  • Contare le gocce finché avviene la decolorazione;

  • Oltre le 8-10 gocce decolorate si considera inquinato;

  • Scaldare su un bunsen e osservare se, aggiungendo gocce, avviene decolorazione;