La Storia

 

CASTELSEPRIO

Il termine Castelseprio si ipotizza avere due possibili origini.
Nella prima ipotesi, il termine Seprio (da Sibrium) deriva dai Galli Insubri, che avrebbero invaso il territorio e fondato il primo insediamento fortificato dell'antica Insubria; nella seconda ipotesi, il nome Seprio deriverebbe da quello di Severo, a sua volta derivato da un'antichissima radice sev indicante abbondanza d'acqua, a testimonianza delle frequenti inondazioni del fiume Tenore che ristagnavano nella piana attorno alla collina. ll termine vicus, che in epoca romana veniva concesso agli insediamenti di origine antichissima, lascia supporre che la zona fu abitata già nell’età gallo-insubre e alla prima età del bronzo se non allo stesso tardo neolitico. Ritrovamenti avvenuti nell'area del fortilizio e della chiesetta di Santa Maria Foris Portas e ritrovamenti nell'area attualmente abitata (IV-I sec. a.C.) confermano questa ipotesi.
In epoca antecedente il III secolo d.c., pur non essendoci prove certe, il territorio fu sede, sia pure saltuaria, di qualche guarnigione militare romana, ma è all'inizio IV sec. d.C., a seguito delle invasione delle popolazioni barbariche, che inizia la storia del Castrum. Edificato durante il regno dell'ostrogoto Teodorico, viene collocato sulla sommità di una collina come luogo militare ad un chilometro circa di distanza dall'attuale centro abitato, lungo una vecchia strada di collegamento con Novara.
Durante il regno dei Goti furono costruite le mura difensive, che rinchiusero tutto il pianalto e si allungarono verso il fondo valle (costituendo il baluardo di Torba), la casa-torre, la basilica di S. Giovanni Evangelista e il Battistero di S. Giovanni Battista.
Passato sotto il dominio Bizantino, il fortilizio acquistò maggior importanza con la conquista longobarda (VI-VIII sec. d.C.),quando divenne capitale amministrativa, militare e giudiziaria di un territorio di ampie dimensioni (si estendeva dal lago di Como all'Alto Milanese, dalle valli ticinesi del Verbano fino alle porte di Novara). A questo periodo risalgono alcuni ampliamenti della chiesa di S. Giovanni e molte case di abitazione nel castrum.


Alla caduta del regno longobardo, alla fine dell'VIII sec., passò sotto la dominazione dei Franchi di Carlo Magno diventando centro della Contea del Seprio, costituitasi proprio in età carolingia.
In questo periodo la sua influenza va progressivamente scemando fino all'entrata nell' area di influenza milanese. Il legarsi alla città di Milano permette alla comunità di Castel Séprio (Castrum e Vicus) di riacquistare una posizione di prestigio all'interno dei territori circostanti, viene però coinvolto nelle guerre intestine milanesi tra i Ternani ed i Visconti divenendo sempre più oggetto di attacchi militari.
Nel 1287 l'arcivescovo di Milano Ottone Visconti, a seguito dell'alleanza tra Guido da Castiglione (signore di Castel Seprio) con i Della Torre ed i comaschi, conquista il paese distruggendo il castello e l'intero sistema difensivo, risparmiando solo gli edifici religiosi. Decreta inoltre lo smantellamento e il divieto di abitarci. Gli abitanti si rifugiarono allora a Vico Séprio che in seguito muterà il nome in Castelseprio.
Le rovine del castello continuarono ancora per un pò ad essere frequentate, sia perchè i vecchi proprietari immobiliari mantenevano il possesso del suolo, sia perché la plebana di S. Giovanni e le altre chiese esistenti venivano mantenute in funzione dal clero. Successivamente ci furono molti elementi di rinnovamento degli interni degli edifici religiosi.
In S. Maria foris portas, nell'abside centrale, reintonacata, fu posto centralmente un quadro raffigurante un Presepe che si ritiene di scuola padana e una Madonna allattante nella maniera del Luini; la prima oggi è conservata nella chiesa parrocchiale di Carnago, la seconda in quella di Castelseprio. La chiesa del Convento di S. Giovanni fu affrescata nel '400 con una Pietà. Purtroppo però segue un periodo di abbandono e declino che durarono fino al 1944, quando vengono riscoperti antichi affreschi di Santa Maria foris portas, oggi finalmente considerata in tutto il suo valore storico ed artistico, fiore all'occhiello del Plis.
Le case canonicali furono abbandonate definitivamente sul finire del' 500, su espressa richiesta del clero, il quale non gradiva di rimanere ad abitare una zona sempre più inselvatichita ed inospitale, anche se ricca di grande prestigio. Nel 1582 l'Arcivescovo di Milano Carlo Borromeo decide di trasferire la Prevostura e i Canonicati di S. Giovanni Evangelista nella non lontana chiesa di S. Martino di Carnago.
E così le prerogative della chiesa di Castelseprio passavano alla vicina Carnago e da quel momento, malgrado varie disposizioni date dagli inviati del Cardinale Federico Borromeo, non solo gli edifici sacri non vennero più riparati, ma, anzi, divennero, insieme agli altri ruderi, cave di pietra per costruzioni nuove sorte nei paesi del circondario.
La chiesa parrocchiale odierna, dedicata ai Santi Nazario e Celso, di antica fondazione, nell'800 venne ristrutturata cambiando anche l'orientamento. Per la sua ristrutturazione venne spogliata l'antica basilica di S. Giovanni, azione che comportò diffide da parte ecclesiastica.
Nel 1842 per lo Stato e nel 1911 per la Chiesa, Vico Seprio mutò nome in Castel Seprio. Aggregata a Carnago nel 1928, ritrova una sua autonomia amministrativa solo nel 1947.