Agrifoglio

                                                                          

Ilex aquifolium – a cura di Matteo Spagnoli e Luca Zaccaro

 

Famiglia: aquifoliacee

 

Area di maggiore diffusione: Italia, soprattutto nelle faggete, negli abieti-faggeti e nei querco-carpineti. Presente anche nell’Europa atlantica, porzioni occidentali e centrali del bacino mediterraneo, Prealpi settentrionali e meridionali, Europa sud-orientale e Africa nord-occidentale. Nel Centroeuropea è più abbondante nelle pianure settentrionali; sulle Alpi raggiunge i 1800 m.

 

Etimologia: "actus"= appuntito e "folium"= foglia

Denominazioni: in Francia lo chiamano houx; in Spagna assume il nome di acebo;
in terra tedesca viene nominato Steckpalme; nei paesi anglosassoni ha un significato tipico, holly.


Portamento: arbusto eretto sempreverde oppure albero di 10-15 m, a sottile corteccia grigio-nerastra che si desquama arrotolandosi su sé stessa. Rami giovani solcati, verdi, a breve tomento assai fitto; nel secondo anno
divengono circolari e glabrescenti; lenticelle sparse, poco abbondanti.
Gemme svernanti a forma conica appuntita, lunghe 2-3 mm, glabre, verdi.
Gemme fiorali tondeggianti. È presente una gemma terminale
.
 
Foglie: foglie alterne, spesse e cuoiose, a picciolo di 10-15 mm e lamina
ellittica o lanceolata, appuntita, lunga 5-8 cm e larga circa la metà. Pagina fogliare superiore di color verde scuro, lucida; pagina inferiore giallo-verdastra; ambedue glabre. Base fogliare cuneata o arrotondata.

Fiori: i fiori sono di un grigio perlaceo, profumati; crescono nel periodo aprile-maggio. Il suo frutto, invece,  è una drupa carnosa di colore rosso marcato.

Periodo di fioritura: come già detto sopra, fiorisce tra aprile e maggio.

Coltivazione: il terreno adatto per la sua coltivazione necessita di un buon drenaggio; deve essere argilloso, non calcareo. È sensibile al gelo e alla siccità.

Utilizzazione: le bacche che rappresentano la parte tossica di questa pianta, mentre le foglie, utilizzabili in terapia, lo sono in misura minore. L'ingestione di alcuni frutti è in grado di provocare  uno stato infiammatorio, di notevole gravità, dell'apparato gastrointestinale. Si potrebbero avere diarrea o addirittura fenomeni convulsivi; mentre l'ingestione delle foglie, non solo provoca un'azione lassativa, ma anche un aumento della diuresi. Interessante è l'applicazione terapeutica delle foglie (che abbiano almeno un anno di vita però) che vengono utilizzate in tintura negli stati febbrili, come antireumatiche e diuretiche.

Interesse: è utilizzato come arbusto ornamentale nelle composizioni natalizie.